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LA CHIRURGIA DEL COLON E DEL RETTO viene praticata comunemente nell'U.O. che dirigo. In relazione alle caratteristiche del singolo paziente (precedenti interventi, costituzione corporea, etc.), al tipo di patologia (benigna o maligna) ed alla sua estensione, si puo' trattare di una CHIRURGIA TRADIZIONALE o MINI-INVASIVA (LAPAROSOCPICA PURA o ROBOTICA). La chirurgia mini-invasiva, quando fattibile, unisce ai vantaggi tipici di questo approccio (meno dolore, ripresa piu' rapida, etc.) una minore perdita ematica e una migliore visualizzazione dei dettagli anatomici. Quest'ultimo aspetto e' massimizzato dall'utilizzo del SISTEMA ROBOTICO DAVINCI, grazie alla visione in alta definizione ed in 3D, con possibilita' di ingrandimento fino a 15X.

Alcuni casi di patologia colica benigna possono essere trattati mediante chirurgia laparoscopica effettuata attraverso singolo accesso (c.d. LAPARO-ENDOSCOPIC SINGLE SITE SURGERY, abbreviato in LESS SURGERY) Spesso per le NEOPLASIE DEL RETTO, cioe' dell'ultima parte dell'intestino, la chirurgia e' preceduta da un TRATTAMENTO MEDICO NEO-ADIUVANTE DI CHEMIOTERAPIA E RADIOTERAPIA. Questo trattamento, quando opportuno e fattibile, ha lo scopo principale di ridurre la possibilita' che la neoplasia del retto si ripresenti localmente (cioe' nella sede in cui e' stata asportata).

Quando il team di oncologi ritiene opportuno il trattamento medico neo-adiuvante pre-operatorio l'intervento e' dilazionato del tempo necessario ad effettuare la terapia. Per le NEOPLASIE DEL COLON, non operate in urgenza e salvo alcuni casi specifici, e' solitamente possibile ricostruire la continuita' intestinale senza necessita' di deviare temporaneamente il transito delle feci e quindi senza che sia necessario confezionare una stomia (cioe' esteriorizzare un segmento di intestino che viene ad assumere la funzione di ano)

Nelle NEOPLASIE DEL RETTO, invece, e' opportuno proteggere l'anastomosi (cioe' la giunzione fra i due segmenti di intestino a monte ed a valle del tratto asportato) evitando che essa sia transitata dalle feci fino a che non sia giunta a completa guarigione. Cio' richiede il confezionamento di una stomia, cioe' di una deviazione esterna del transito delle feci. Non esiste un metodo scientificamente validato che consenta la guarigione immediata e completa della sutura intestinale interna (cioe' dell'anastomosi) potendo cosi' evitare, in sicurezza, il confezionamento della stomia.

Esistono esperienze cliniche in cui questo atteggiamento e' adottato, ma cio' necessariamente avviene a spese della sicurezza dell'intervento. Quindi, quando la neoplasia rettale e' posta ad una distanza dall'ano tale da consentire l'esecuzione dell'anastomosi (e quindi la conservazione dell'ano), e' opportuno deviare temporaneamente il transito delle feci attraverso una stomia. La stomia potra' essere chiusa, in un secondo intervento, quando l'anastomosi colon-anale (o colon-rettale) sara' guarita completamente.

La guarigione dell'anastomosi verra' verificata nelle visite di controllo post-operatorie, e sara' documentata attraverso l'esecuzione di alcune radiografie ottenute durante iniezione retrograda di un mezzo di contrasto idrosolubile (si tratta, in pratica, di un piccolo clisma effettuato con un mezzo di contrasto che consente di verificare la morfologia dell'anastomosi).

Quando la neoplasia rettale e' troppo vicina all'ano, e la conservazione dello sfintere potrebbe comportare il rischio di un intervento oncologicamente non adeguato, e' opportuno asportare anche l'ano. In questo caso la stomia fecale avra' carattere definitivo. Il sistema piu' affidabile per capire se la distanza fra margine inferiore della neoplasia rettale e l'ano e' tale da consentire la conservazione dello sfintere e' la visita clinica (cioe' l'esplorazione rettale effettuata con un dito).

Questo dato soggettivo potra' essere confortato da altri reperti strumentali (endoscopia, ecografia endoscopica, etc.) ma rimane comunque molto importante.

Professore Ordinario di
Chirurgia Generale

Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia

Universita' di Pisa

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Direttore UO Complessa di Chirurgia Generale e dei Trapianti

Dipartimento Assistenziale Integrato di Oncologia e dei Trapianti

Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana

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Professore Associato Aggiunto in
Chirurgia Generale

University of Pittsburgh

Universita' di Pittsburgh
Pittsburgh, PA, USA

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